La professione ai tempi dei Coronavirus, cosa fanno i progettisti

by | 28 Mar, 2020

Sono settimane difficili, la pandemia in corso ha stravolto le nostre priorità facendo balzare al primo posto la salute e la vita stessa e rendendo spaventoso il futuro, gravato da una crisi della quale è oggi impossibile intravedere la fine.
In questo quadro il quotidiano è cambiato, sono cambiate le nostre abitudini, sono stati ridefiniti i tempi e gli strumenti del lavoro. Perché i progettisti, nonostante tutto, continuano a lavorare, a programmare e a creare, per essere pronti nel momento della ripartenza.
Non è facile per nessuno ma tutti stanno provando a prendere quello che di buono può venire dall’essere chiusi in casa. Ce lo hanno raccontato i circa 1000 progettisti che hanno finora partecipato al sondaggio di Edilportale.

Clienti disorientati e cantieri fermi

I partecipanti – quasi la metà architetti, un quarto ingegneri e un quinto geometri – hanno visto immediatamente modificarsi il rapporto con i clienti: sono pochi i committenti determinati a proseguire (10%), molti di più quelli disorientati (45%) e quelli che hanno sospeso tutto (45%).

Di conseguenza, per il 40% dei rispondenti i cantieri sono fortemente penalizzati e per oltre la metà completamente fermi. Anche perché l’approvvigionamento di prodotti e materiali è bloccato o subisce forti ritardi. Anche gli uffici pubblici non riescono a dare continuità ai servizi: solo il 10% dei professionisti riesce a fare tutto online, per gli altri le procedure vanno a rilento (40%) o sono completamente bloccate (50%).

Tempo dedicato a progettare, studiare, informarsi

Come occupare, dunque, proficuamente questo tempo? Il 45% dei partecipanti si sta dedicando alla progettazione, il 35% allo studio e alla lettura di riviste, il 22% naviga in Internet. Per fare cosa? Il 70% è sul web per cercare soluzioni e nuove idee per i propri progetti, sono meno coloro che rafforzano le relazioni con colleghi e clienti e la propria presenza su social. Molti stanno seguendo webinar e corsi online (60%).

Le misure di aiuto per i liberi professionisti

Nel sondaggio abbiamo chiesto un’opinione sui provvedimenti che il Governo sta mettendo in campo per tamponare gli effetti economici della pandemia: secondo il 75% dei partecipanti, la quota del Fondo di ultima istanza da 300 milioni di euro, che sarà eventualmente destinata ai professionisti ordinistici è una misura insufficiente e sarebbe giusto estendere anche a loro il sussidio di 600 euro destinato agli autonomi. Insoddisfacente anche lo stanziamento di 100 milioni euro deciso da Inarcassa: secondo il 90% dei rispondenti è troppo poco rispetto ai versamenti e rispetto alle necessità.

Cosa accadrà dopo la crisi?

In questo momento non si intravede ancora la luce in fondo al tunnel: l’80% dei partecipanti al sondaggio pensa che quando l’emergenza sarà superata, la situazione peggiorerà e la crisi colpirà tutti. Il sondaggio resta aperto, nella speranza che questo dato cambi in meglio.

Il Coronavirus cambia le nostre abitudini e ridefinisce tempi e strumenti del nostro lavoro.
edilportale